Sicurezza nei cantieri: finalmente il POS semplificato

Le aziende edili, specie, ma non solo, quelle artigiane, quelle di dimensioni più piccole e quindi meno strutturate, anche da un punto di vista della gestione della “burocrazia di cantiere“, potranno finalmente esultare, perché lo scorso 9 settembre 2014 è stato pubblicato il Decreto Interministeriale che stabilisce un  modello  semplificato per la redazione del POS (Piano Operativo di Sicurezza), che deve necessariamente essere presente nei cantieri rientranti nel Titolo IV del D.Lgs. 81/08.

Il Decreto da seguito proprio ad un articolo del D.Lgs. 81/08, il 104-bis, che stabiliva proprio l’approvazione a livello interministeriale di modelli semplificati per la redazione del POS (Piano Operativo di Sicurezza)PSS (Piano Sostitutivo di Sicurezza), PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento) e il relativo fascicolo tecnico di cantiere.

Anche se non concordiamo con il termine “burocrazia di cantiere” che abbiamo utilizzato nell’introduzione solo per essere un pochino provocatori,  poiché siamo fermamente convinti dell’utilità della redazione del POS e della presenza in cantiere degli altri documenti richiesti dalla Legge, dobbiamo prendere atto che lo stesso è utilizzato (qualche volta con epiteti ben più spregiativi) da parecchi imprenditori del settore che si sono visti negli anni dover ottemperare ad obblighi troppo spesso solamente “cartacei” (forse un pò per colpa di chi come noi fa il lavoro del consulente e viene pagato a peso di carta prodotta) per il solo scopo di poter entrare in cantiere.

Diciamoci la verità, in moltissimi casi, di fatto la produzione dei POS è competenza di tecnici, interni o esterni all’azienda, che, chiusi nel loro ufficio, elaborano decine e centinaia di pagine scritte sui rischi di cantiere e la loro analisi, che purtroppo però nessuno dei lavoratori che si trova ad operare all’interno di esso leggerà.

Probabilmente il problema degli infortuni nei cantieri non si risolverà con la lettura del POS da parte degli operai, ma d’altro canto se lo stesso è praticamente illeggibile per i più, perché scritto in un linguaggio troppo tecnico e presentandosi già come un fascicolo di 180 pagine (di media), sicuramente anche il più volenteroso dei lettori, preso dallo sconforto alla sola vista del documento, rimanderà all’infinito la sua lettura.

Da consulenti per molti anni ci siamo scontrati con alcuni tecnici della prevenzione ASL illuminati che dicevano a noi e all’azienda che il POS deve essere un documento “operativo” come dice proprio il suo nome, e che quindi deve essere non solo disponibile, ma di facile lettura, per garantirne la comprensione immediata a chiunque.

Però nessuno ha mai stabilito quanto il POS dovesse essere “operativo” e “semplice” nella sua lettura.

In effetti l’Allegato XV del D.Lgs. 81/08 parlava già da tempo di “contenuti minimi” del POS e volendo in effetti si poteva già pensare all’elaborazione di un documento snello sin dall’inizio dell’applicazione del Testo Unico, a partire dallo spunto posto proprio da questo decreto.

In ogni modo ad oggi le imprese edili ed i consulenti di cui si avvalgono come servizio tecnico di supporto nell’analisi dei rischi e nella redazione dei POS non hanno più scampo: un modello semplificato e conforme alla Legge nello stesso tempo è stato pubblicato ed è disponibile seguendo questo link al sito del Ministero del Lavoro, dove c’è anche il breve testo del Decreto Interministeriale del 9 settembre 2014.

Il modello,  come dice il termine, va preso come tale e pertanto rappresenta più che un punto di arrivo, a nostro modesto giudizio, un punto di partenza; una sorta di canovaccio su cui poter lavorare.
Di fatto impone al documento una struttura snella, di facile lettura per tutti, orientata alla sostanza e meno alla forma e alla lungaggine, spesso fine a se stessa.

Noi ad esempio nella parte centrale dove devono essere identificate le fasi di lavoro, le attrezzature utilizzate, le mansioni coinvolte, i rischi individuati e l’analisi degli stessi proporremmo di inserire lo schema di analisi dei rischi ISPESL di cui abbiamo parlato nell’articolo “La valutazione dei rischi per la sicurezza nei luoghi di lavoro“, che riteniamo più completo ma allo stesso tempo schematico e semplice, naturalmente con i dovuti riadattamenti e modifiche che l’azienda insieme al consulente che fornisce il supporto tecnico alla stessa riterrà più opportune.

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