Il Registro di carico e scarico rifiuti un adempimento di Legge ancora in vigore per molte aziende

Durante l’arco dell’anno 2014 abbiamo assistito all’ennesimo capitolo della telenovela che ha caratterizzato le sorti del SISTRI, il sistema di tracciabilità elettronico dei rifiuti prodotti dalle aziende italiane, che ha vissuto dal suo ingresso in scena di una serie di rinvii e modifiche, anche ai destinatari del sistema stesso, prima obbligando tutte le imprese a dotarsi di dispositivi elettronici per la sua gestione, poi restringendo il campo di applicazione solo alle imprese più complesse e che producono o gestiscono rifiuti pericolosi, generando spesso confusione,  e anche rabbia per aver inizialmente imposto dei costi ad imprese che non sarebbero state più soggette alla gestione dei rifiuti dal portale www.sistri.it, ma che continueranno a gestire con il fidato registro cartaceo questo onere di Legge.

Chi è tenuto ad iscriversi al SISTRI e chi non è obbligato

Attualmente la normativa prevede che sono obbligate all’iscrizione al SISTRI ed al suo utilizzo le seguenti categorie di imprese:

PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI PERICOLOSI
le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi.

PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI NON PERICOLOSI
le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n.152/2006, con più di dieci dipendenti (si tratta di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali, artigianali e derivanti da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, anche quelli prodotti dalle attività di potabilizzazione e trattamento delle acque.

REGIONE CAMPANIA
i Comuni, gli Enti e le Imprese che gestiscono i rifiuti urbani nel territorio della Regione Campania.

COMMERCIANTI ED INTERMEDIARI –
i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione.

CONSORZI
i consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti che organizzano la gestione di tali rifiuti per conto dei consorziati.

TRASPORTATORI PROFESSIONALI
le imprese di cui all’articolo 212, comma 5, del decreto legislativo n. 152/2006 che raccolgono e trasportano rifiuti speciali.

OPERATORI DEL TRASPORTO INTERMODALE

-il terminalista concessionario dell’area portuale di cui all’articolo 18 della legge n. 84/1994 e l’impresa portuale di cui all’articolo 16 della medesima legge, ai quali sono affidati i rifiuti in attesa dell’imbarco o allo sbarco per il successivo trasporto;
-i responsabili degli uffici di gestione merci e gli operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione e gli scali merci ai quali sono affidati i rifiuti in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto.

TRASPORTATORI IN CONTO PROPRIO DI RIFIUTI PERICOLOSI

– le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti pericolosi di cui all’art. 212, comma 8, del decreto legislativo n. 152/2006.

RECUPERATORI E SMALTITORI
-le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento di rifiuti.

Sebbene sembra che siano comprese praticamente tutte le imprese sono invece escluse ed hanno facoltà di utilizzare questo sistema di tracciabilità dei rifiuti, non essendo quindi di fatto obbligate.

In pratica le aziende non tenute all’iscrizione al SISTRI sono le seguenti:

-le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n. 152/2006, che non hanno più di dieci dipendenti;
-gli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 del codice civile che producono rifiuti non pericolosi;
-le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da attività diverse da quelle di cui all’art. 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo 152/2006.
-le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 212, comma 8, del decreto legislativo n. 152/2006.

Si tratta di un numero molto elevato di imprese che continueranno a gestire i rifiuti prodotti con un Registro di carico e scarico cartaceo e faranno la denuncia annuale attraverso il MUD entro il 30 aprile dell’anno successivo, come facevano in precedenza.

Come compilare il Registro di Carico e Scarico Rifiuti Cartaceo

Nella esperienza quotidiana in qualità di consulente aziendale mi sono spesso imbattuto nella compilazione non sempre perfetta dei Registri di Carico e Scarico dei Rifiuti.

Di seguito, per questo motivo, andrò a descrivere meglio quali dati inserire in ogni campo richiesto nel Registro; mi è sembrato utile recuperare alcune immagini pubblicate dalla Confartigianato di Bologna.

Le sanzioni per omessa  compilazione del Registro o per errata compilazione dello stesso

La norma prevede sanzioni molto pesanti per le aziende che non compilano oppure compilano in modo errato il Registro di Carico e Scarico dei Rifiuti.

In particolare, l’articolo 258 (Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari), comma 1, del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., prevede che i soggetti di cui all’articolo 190 (Registri di carico e scarico), comma 1, del D.Lgs. 152/2006 che non abbiano aderito al SISTRI, e che omettano di tenere ovvero tengano in modo incompleto il registro di carico e scarico di cui al medesimo articolo, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da  2.600  a 15.500 € . Il Legislatore precisa, relativamente alle sanzioni comminabili in caso di omessa o inesatta tenuta dei registri di carico e scarico, che nel caso di imprese che occupino un numero di unità lavorative inferiore a 15 dipendenti, che le misure minime e massime di cui all’art. 258, comma 1 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. sono ridotte rispettivamente da 1.040 €  a 6.200 €.

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